
di Marco Armellini (marcoarmellini@alice.it)
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A 3 km. da Belmonte Piceno, lungo la direttrice Fermo-Amandola, incontriamo i resti della colonia romana di Falerio Picenus, fondata da Augusto nel 29 d.c. in seguito alla centuriazione della Valtenna dopo la battaglia di Azio. Falerio Picenus fu sicuramente un importante centro del V° Regio Picenum come testimoniano i resti dei più imponenti monumenti restituiti alla luce, quali teatro, anfiteatro, cisterna, serbatoi, reperti lapidei e scultorei.
Di questi edifici, il teatro dedicato a Tiberio è il meglio conservato delle Marche, tutto in muratura con cavea semicircolare a tre ordini di posti, poteva ospitare 1600 spettatori; è tuttora usato per rappresentazioni culturali estive. Poco rimane dell’anfiteatro con pianta ellittica ed una capienza stimata di 5000 posti a sedere edificato intorno al I° sec. d.c. e della cisterna che raccoglieva l’acqua proveniente da alture soprastanti; imponenti i resti dei serbatoi che distribuivano l’acqua alla città chiamati impropriamente i Bagni della Regina. Con la L.R.16 /94 la Regione Marche riconoscendo l’area di particolare rilevanza archeologica, ha previsto l’istituzione di un Parco Regionale. A circa 2 Km. dal sito archeologico, è possibile visitare nel centro storico di Falerone, il restaurato Museo Archeologico Antiquarium che ospita importanti reperti dell’epoca picena, romana e medioevale. |
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